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Autore: Creato: 23/05/2009 RssIcon
Liturgia della domenica. I vostri commenti sono come sempre bene accetti.
Da Don Alberto Abreu su 18/05/2012

Cristo è ascesso nei cieli regna alla destra del Padre - www.pietrascartata.com Questo brano riecheggia passi di altri vangeli quali Lc. 24,36-49; Gv. 20,19-23; Mt. 28,16-20. L’apparizione forma un crescendo in questa finale, come appare dai termini “proton” (prima) in 16,9; “hetera” (dopo) in 16,12; e “hjsteron” (infine) in 16,14. Il crescendo è creato anche dal rimprovero indirizzato ai discepoli, punto culminante delle informazioni sulla loro incredulità. “Andate in tutto il mondo”: una versione indipendente di Mt. 28,18-20. Non si può fare a meno di rilevare l’universalismo.

Da Don Alberto Abreu su 11/05/2012

“Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri” - www.pietrascartata.com Durante la lettura del Vangelo, nel corso della celebrazione liturgica, è il Signore Gesù Cristo che parla ai suoi discepoli. Oggi ci dice che siamo tutti suoi amici, che gli apparteniamo attraverso la fede e attraverso il battesimo. Egli l’ha provato rivelandoci il suo segreto e la sua missione di Figlio di Dio. Ci ha detto che Dio, nella sua onnipotenza divina, ci ama tutti. Per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo, ci ha fatto entrare nella comunione di amore che esiste fin dall’eternità tra lui e suo Figlio.

Da Don Alberto Abreu su 03/05/2012

In questo è glorificato il Padre: “che portiate molto frutto” - www.pietrascartata.com L’ultima frase del capitolo precedente: “Alzatevi, andiamo via di qui” sembrava concludere il discorso che Gesù stava rivolgendo ai discepoli nel cenacolo. Invece inizia con questo capitolo 15 il “secondo discorso di addio”. Attraverso un’immagine molto nota all’AT, quella della vite-vigna (Isaia 5,1-7; 27,2-6; Ezechiele 15,1-8; 17,5-10; Salmo 80,9- 17), che ora Gesù applica a se stesso, (mentre nelle pagine bibliche era attribuita all’intero Israele), si delinea il rapporto di comunione che deve intercorrere tra Gesù e i discepoli.

Da Don Alberto Abreu su 25/04/2012

“E ho altre pecore…anche quelle io devo guidare” - www.pietrascartata.com Questo brano si inserisce in un contesto più ampio che va dalla festa delle Capanne a quella della Dedicazione[38], che abbraccia praticamente i capitoli 7-10 di Giovanni. Valenti studiosi ritengono che questo brano debba essere compreso alla luce di un contesto più ampio che abbraccia i capitoli precedenti. E precisamente: Gesù che si proclama sorgente d’acqua viva (7,37-38) e luce del mondo (8,12), che rivela la sua identità nel recinto sacro del tempio (c. 8) e guarisce il cieco nato (c. 9). Si tratta quindi della rivelazione della sua persona e della sua opera.

Da Don Alberto Abreu su 17/04/2012

Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: “pace a voi!” - www.pietrascartata.com In questa scena soltanto Gesù agisce e parla: saluta, domanda, rimprovera, mostra le mani e i piedi e, perfino, mangia davanti ai suoi discepoli. Non si dice se hanno toccato Gesù e neppure, almeno esplicitamente, se hanno creduto. Di loro, però, sono descritti i sentimenti interiori: lo sconcerto e la paura, il turbamento e il dubbio, lo stupore e l’incredulità, la gioia.

Da Don Alberto Abreu su 12/04/2012

Dalla Pasqua nasce un polo nuovo - www.pietrascartata.com Questo brano riferisce due apparizioni del Risorto: l’una ai discepoli, la sera dello stesso giorno di Pasqua (vv. 19-23), l’altra a Tommaso, otto giorni dopo (vv. 24-29). Al termine di queste due apparizioni, si ha la prima conclusione dell’intero vangelo (vv. 30-31).

Da Don Alberto Abreu su 07/04/2012

Alleluia! Cristo è Risorto! - www.pietrascartata.com La maggior parte degli esegeti ritiene che il racconto di Marco termini con il versetto 8, il resto fu aggiunto successivamente, sembrando il v. 8 una brusca e inspiegabile conclusione. I sinottici sono d'accordo nel riferire la scena della scoperta del sepolcro vuoto (Mt. 28,1-10; Lc. 24,1-12); dopo di che ognuno va per la sua strada e Mc. potrebbe terminare con il v. 8. I vv. 9-20 (la parte aggiunta successivamente) riassumono tradizioni che già conosciamo attraverso i vangeli di Lc.

Da Don Alberto Abreu su 28/03/2012

“Benedetto colui che viene nel nome del Signore” - www.pietrascartata.com Gerusalemme e il tempio sono il quadro nel quale avvengono gli ultimi episodi dell'attività pubblica di Gesù (capitoli 11-13). Gerusalemme e il tempio sono il cuore dell'ebraismo: è qui che dovrebbe avvenire l'accoglienza, invece è qui che si consuma il rifiuto. Il racconto di Mc. è succinto ma esprime bene il suo concetto: impossibilitato a negare di essere il Messia promesso, Gesù cerca di mostrare ai suoi discepoli e alla folla quale tipo di Messia egli sia, non un uomo di guerra, ma dimesso e a cavallo di un asino.

Da Don Alberto Abreu su 23/03/2012

Una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò” - www.pietrascartata.com I greci qui non sono dei giudei che vivevano in Grecia o parlavano greco, ma dei pagani simpatizzanti del giudaismo, che erano giunti a Gerusalemme per le feste pasquali ebraiche. Questo primo accesso di non giudei presso Gesù è abilmente presentato come il segno annunciatore che è giunta l’ora: la salvezza è aperta anche a loro e a chiunque segue Gesù sulla via della donazione assoluta.

Da Don Alberto Abreu su 16/03/2012

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito” - www.pietrascartata.com L’incontro tra Gesù e Nicodemo deve essere inquadrato nella serie di tre incontri con il rivelatore: Nicodemo, il capo dei giudei (3,1-21); la Samaritana, l’eretica (4,1-42); e il funzionario regio, il pagano (4,46-54).