Da Don Alberto Abreu su
31/07/2010
Il messaggio essenziale del Vangelo di oggi è talmente chiaro che, in realtà, non ha bisogno di interpretazione: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché la vita di un uomo non dipende dai suoi beni”. E “arricchitevi davanti a Dio!”.
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24/07/2010
Grazie alle letture bibliche, oggi la Chiesa ci insegna quello che significa la preghiera e come bisogna pregare. Il racconto dell’intercessione di Abramo in favore delle città depravate di Sodoma e Gomorra (Gen 18,20-32: 1a lettura) dimostra che i castighi di Dio non sono la conseguenza di una predestinazione irrevocabile. L’intercessione degli uomini che conoscono l’amore di Dio è capace di risvegliare la sua misericordia.
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17/07/2010
I testi biblici che ci riportano il messaggio di questa domenica (la prima lettura e il Vangelo) ci insegnano che il Dio della Trinità ama recarsi di tanto in tanto dagli uomini, perché la sua presenza è un onore e una benedizione. Al tempo dei patriarchi, si reca da Abramo e promette un figlio a Sara che non ne ha ancora. Gesù, da parte sua, esalta due donne nubili, Maria e Marta, onorandole della sua visita e della sua parola. Il racconto di questa visita ci mostra che si deve manifestare a Gesù un vero rispetto.
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02/07/2010
Non ci si fa da sé discepoli di Gesù. Si ricevono da lui la missione e la grazia necessaria per compierla. Si è mandati. Vi è dunque un doppio compito: ascoltare Dio per ricevere da lui la nostra missione particolare e ciò attraverso il ministero della Chiesa, nella maggior parte dei casi è pregare, pregare senza sosta, perché Dio mandi operai nella sua messe. Ma non bisogna mai perdere di vista il fatto che la missione è quella di Gesù; e che noi non siamo che i suoi inviati.
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26/06/2010
C’è qualcosa di radicale nella vocazione a seguire Gesù (è una caratteristica di ogni cristiano autentico) che ci sconvolge. Si potrebbe essere tentati di invocare una particolarità di modo di pensare, perfino di linguaggio, per addolcire o stemperare gli argomenti del Vangelo. Eppure abbiamo ogni interesse a prendere il Vangelo per ciò che è, ed approfittare della sua freschezza, del suo vigore.
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19/06/2010
La confessione di Pietro, l’annuncio della passione di Gesù e l’invito a seguire il suo esempio costituiscono un’unità organica. Gesù è il Messia, ma non come quello di cui fantasticavano gli uomini. Egli segue il cammino tracciato da Dio, che è il cammino della croce. Chiunque vuole essere con lui, deve seguirlo in questo cammino. Rispetto agli altri evangelisti, Luca introduce alcuni cambiamenti ed accenti caratteristici.
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13/06/2010
Gesù è stato accusato di essere amico dei peccatori. Ebbene sì, vuole esserlo. Ma in che senso? Il Vangelo di oggi lo spiega. In quei tempi era costume che si invitassero i maestri itineranti. Prima del pasto, erano obbligatori alcuni gesti di ospitalità come, ad esempio, offrire dell’acqua e salutare con un abbraccio. Ecco che una donna, conosciuta come peccatrice, mostra nei confronti di Gesù un’ospitalità eccessiva, mentre Simone non è certo prodigo in gesti.
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09/06/2010
Riportiamo le dichiarazioni di Mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste e Presidente dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla dottrina sociale della Chiesa, a proposito dei recenti attacchi al Santo Padre in merito alla questione della pedofilia.
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09/06/2010
La bontà di Dio «è sempre l’ultima parola nella storia». Là dove c’è il male, infatti, anche quando questo «attacca dall’interno», noi sappiamo che «sempre anche le forze del bene sono presenti e che finalmente il Signore è più forte del male, e la Madonna è per noi la garanzia». Così, oggi che «in modo terrificante» vediamo come «gli attacchi al Papa e alla Chiesa» vengono «non solo da fuori» ma «proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa», ciò che occorre capire è come «la Chiesa ha profondo bisogno di reimparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono ma anche la necessità della giustizia».
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09/06/2010
La profezia di Fatima non è chiusa: l'uomo «non riesce a interrompere» il ciclo di morte e terrore che ha scatenato. Ad abbracciare Benedetto XVI nella Cova da Iria - nel luogo dove 93 anni fa avvennero le apparizioni che preannunciavano la Rivoluzione d'Ottobre e la tragedia della Seconda guerra mondiale, il martirio dei cristiani e l'uccisione di un «vescovo vestito di bianco» - ci sono quattrocentomila pellegrini, che lo hanno atteso per ore affrontando il freddo pungente e il vento gelido. Il Papa è sorpreso nel vedere così tanta folla. Sorride, appare disteso. Dice di essere venuto ai piedi della Vergine di Fatima per confessarle che ama la Chiesa e per affidare alla sua protezione i sacerdoti, i consacrati e le consacrate. Ma un passaggio dell'omelia riapre uno squarcio sul Terzo segreto, che proprio qui dieci anni fa venne rivelato per volere di Papa Wojtyla.
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