Da Don Alberto Abreu su
21/02/2012
Nel deserto, dove Gesù si prepara alla sua missione, avviene lo scontro con Satana, uno scontro che riemergerà in tutto il vangelo di Marco. L’opera del Figlio di Dio infatti manifesterà progressivamente ciò che lo scarno episodio di Marco in certo senso anticipa: il forte (= Satana) sarà incatenato e vinto dal più forte (= Gesù; cf Mc 3,27).
|
Da Don Alberto Abreu su
15/02/2012
Marco, dopo la guarigione del lebbroso (1,40-45), raggruppa una prima serie di controversie (il perdono dei peccati concesso al paralitico; la polemica sulla purità legale: “non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”; il tema del digiuno, pratica non rispettata da Cristo; la polemica sul sabato). Più tardi riferirà una seconda serie di controversie ambientate a Gerusalemme (11,27-12,34).
|
Da Don Alberto Abreu su
11/02/2012
I miracoli di Gesù sono il segno che il futuro regno di Dio ha già fatto irruzione in questo mondo e ha iniziato a trasformarlo: “Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio” (Lc. 11,20). Proprio perché sono legati intimamente al regno di Dio che Gesù annuncia, e che rende presente nella sua persona, i miracoli presuppongono l’apertura della fede all’iniziativa salvifica di Dio che opera in Cristo. Per questo nei racconti di miracolo trova posto così spesso il motivo della fede (Mc. 2,5; 5, 34-36; 7,29; 9,23).
|
Da Don Alberto Abreu su
03/02/2012
I miracoli di Gesù sono il segno che il futuro regno di Dio ha già fatto irruzione in questo mondo e ha iniziato a trasformarlo: “Se io scaccio i demoni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio” (Lc. 11,20). Proprio perché sono legati intimamente al regno di Dio che Gesù annuncia, e che rende presente nella sua persona, i miracoli presuppongono l’apertura della fede all’iniziativa salvifica di Dio che opera in Cristo.
|
Da Don Alberto Abreu su
28/01/2012
Gesù inizia il suo ministero annunciando il vangelo del regno di Dio (Mc 1,15). Si ha un regno quando c’è un popolo governato da un’autorità sovrana che esercita il suo potere per mezzo della legge.
|
Da Don Alberto Abreu su
21/01/2012
L'annuncio di Gesù: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino", si colloca sullo sfondo delle attese del popolo circa il Messia, ma contemporaneamente se ne stacca. A differenza della speranza ebraica che parlava di futuro, Gesù dice che l'ora messianica è arrivata, è qui nelle sue parole e nella sua azione: l'annuncio di Gesù ha un tono di gioia e insieme di urgenza. Egli rivolge l'appello a tutti coloro che erano ritenuti fuori della gioia messianica: i poveri, i peccatori, i piccoli, gli stranieri.
|
Da Don Alberto Abreu su
07/01/2012
L’evangelista Marco racconta il battesimo di Gesù con la sua abituale sobrietà. Non ha parlato (e non parlerà) della nascita di Gesù, e nemmeno della sua infanzia. Per lui, tutto ha inizio col battesimo di Gesù. I pochi versetti dedicati alla missione di Giovanni richiamano e riassumono in breve la lunga attesa, da parte dell’umanità, della venuta del Salvatore.
|
Da Don Alberto Abreu su
31/12/2011
Il Vangelo ci presenta ancora una volta i pastori di Betlemme. Sono di esempio per come iniziare il nuovo anno. Essi erano ritenuti a tal punto impuri e peccatori da essere esclusi persino dalla vita religiosa ufficiale, eppure lo sguardo di Dio si posò sudi loro: la notte si riempì di luce e la loro vita trovò un senso. Quelli umili pastori divennero “ i primi cristiani”: ascoltarono le parole dell’angelo, lasciarono le loro greggi e si diressero verso il luogo loro indicato dall’alto.
|
Da Don Alberto Abreu su
22/12/2011
Il prologo sostituisce le narrazioni dell’infanzia che si trovano in Matteo e in Luca. Per Giovanni, è questo il vero inizio della vita di Gesù. Giovanni concorda con i sinottici nel far cominciare la vita pubblica di Gesù con la predicazione di Giovanni Battista, ma non dice nulla riguardo alla predicazione di quest’ultimo. Giovanni Battista realizza quello che il prologo annunziava di lui: rende testimonianza su Gesù.
|
Da Don Alberto Abreu su
17/12/2011
Questo annuncio è parallelo a quello precedente del Battista. Non è dalla Bibbia - dove non se ne parla mai - che Luca ha attinto un tale procedimento, ma dalla letteratura ellenistica. Il genere letterario adottato da Luca ci fa andare alla ricerca non tanto delle somiglianze quanto delle differenze, lo scopo è quello di far scoprire quale dei due bambini è superiore all’altro. Certo la scena non si svolge nello scenario prestigioso del tempio, ma più modestamente “in una città della Galilea”, in una casa privata.
|