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Inviato da: Don Alberto Abreu
03/12/2009 

6 dicembre 2009 – II Domenica di Avvento
Ciclo Liturgico: anno “C”

Preparate la via del Signore
Raddrizzate i suoi sentieri

Preparate la via del Signore raddrizzate i suoi sentieri

Vangelo (Luca 3, 1-6)

PRIMA LETTURA
Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura (Bar 5,1-9).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi (Sal 125).

SECONDA LETTURA
Siate integri e irreprensibili per il giorno di Cristo (Fil 1,4-6.8-11).
Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia.
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!
Alleluia.

 

VANGELO (Luca 3, 1-6)
+ Dal Vangelo secondo Luca

  1. Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesa­re, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène,
  2. sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
  3. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati,
  4. com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!
  5. Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate.
  6. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

Parola del Signore

 

Riflessione:

Ogni uomo incontrerà il Dio che salva

La seconda domenica di Avvento presenta la figura di Giovanni Battista come segno della venuta della salvezza di Dio. La storia vive qui il suo culmine: il momento più atteso e più desiderato, il momento dell’annuncio del regno di Dio che comincia: il Messia sta per arrivare.

Nella tradizione dei grandi profeti dell’Antico Testamento, la parola di Dio è rivolta a Giovanni nel deserto. Giovanni - figlio di Zaccaria - diventa così profeta e precursore del Messia.

Malgrado le paure e il terrore che ispira, il deserto è, nella memoria religiosa del popolo di Israele, il luogo di riunione, dove Dio ha parlato al cuore del suo popolo, il luogo dove Dio è stato più che mai il pastore del suo gregge.

Del deserto Giovanni denuncia e ricorda l’identità religiosa più particolare del suo popolo: il Dio d’Israele è fedele al suo legame e mantiene le sue promesse di salvezza.

Convoca di nuovo i suoi nel deserto, per annunciare loro l’arrivo del Messia. Ma Dio si aspetta sempre dall’uomo un minimo di collaborazione ed esigerà da lui un battesimo di conversione, la purificazione dei suoi peccati, e lo sforzo di superare gli ostacoli che gli impediscono di vedere l’alba della salvezza.



Il continuo «andare» dell’uomo

L’itinerario che ogni uomo deve percorrere nella sua vita, come pure il cammino di tutta l’umanità nella sua storia, non hanno la scorrevolezza delle moderne autostrade. La continua marcia dell’uomo verso la felicità si apre nella precarietà ed è irta di ostacoli, spezzata da bivi sempre dilanianti.

Eppure l’uomo non desiste da questo suo continuo andare: come il popolo di Israele nel deserto vaga verso la «sua» terra. Cristo è il bivio decisivo sulle strade degli uomini: o con lui o contro di lui.

Quella di Cristo è però la strada più ardua: una strada che passa attraverso il sangue e la croce, ma è l’unica che porta a Dio. In Gesù la via dell’uomo e la via di Dio si incontrano.

L’invito di Cristo ad ognuno è sempre pressante: «Vieni, seguimi». Non c’è altra strada per giungere a Dio che seguire i passi di Cristo: solo così l’uomo non cammina nel buio e nell’incertezza.

L’assemblea ne è consapevole; per questo domanda con fiducia al Padre: «... la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con il Cristo» (colletta).



La strada dell’amore e della giustizia

Percorrere la strada di Cristo vuol dire incontrarsi con lui: vuol dire puntare decisamente su di lui abbattendo gli ostacoli frapposti.

Il segno visibile di questo incontro è la celebrazione eucaristica. Segno non solo della nostra scelta per Cristo, ma anche della scelta degli uomini come fratelli e compagni di viaggio.

È scegliere l’impegnativa strada dell’amore e della giustizia, perché questa è stata la via di Cristo.

Partecipare all’Eucaristia significa diventare pane per gli altri come Cristo lo è per noi; significa donare la vita per far crescere intorno a noi l’amore e la giustizia, il sorriso e la speranza.



Preghiera nel silenzio della comunione:

Signore Gesù, grazie per la tua presenza come corpo e sangue nel nostro cuore, ti sei fatto presento nella tua benedizione speciale, grazie di cuore. Gesù siamo in attesa di Te, manda il tuo Spirito per incontrarci quasi faccia a faccia, tu vieni nella nostra povertà, siamo debole, abbiamo bisogno del tuo calore misericordioso, ristabilisce il nostro essere, per spianare la strada alla tua venuta, guarisce le nostre infermità psichica e corporale, liberaci dai male che ci soccombe nelle tenebre, dacci la luce della tua parola e saremo sicuri di abbracciarti.

Maria Madre nostra, siamo anche nelle tue braccia, sostienici nella prova, non lasciarci cadere, tienici forte con la tua materna protezione, aiutaci a risorgere dalla morte del peccato, insegnaci la perseveranza e l’umiltà, Madre prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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