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Inviato da: Don Alberto Abreu
19/12/2009 

20 dicembre 2009 – IV Domenica di Avvento
Ciclo Liturgico: anno “C”

Perché la Madre
del mio Signore viene da me?

Perché la Madre del mio Signore viene da me?

Vangelo (Luca 1, 39-45)

PRIMA LETTURA
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele (Mi 5,1-4a).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi (Sal 79).

SECONDA LETTURA
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà (Eb 10,5-10).
Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.

 

VANGELO (Luca 1, 39-45)
+ Dal Vangelo secondo Luca

  1. In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
  2. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
  3. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo
  4. ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!
  5. A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
  6. Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.
  7. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore

 

Riflessione:

Oggi il vangelo ci rivela come si sono realizzati la venuta del Messia e il mistero della redenzione che essa contiene.

La persona di Maria, la sua fede, il suo “sì”, la sua maternità, sono le vie scelte da Dio per fare visita ai suoi e portare la salvezza a tutti gli uomini. Il centro dell’avvenimento evangelico di questo giorno si sviluppa, dunque, attorno a Maria: lei è la più profonda e più radicale via dell’Avvento. Si capisce la ragione della visita a sua cugina Elisabetta nel messaggio dell’angelo (Lc 1,36). Ella si dirige rapidamente verso il villaggio in Giudea, perché la grazia ricevuta da sua cugina Elisabetta, che diventerà mamma, la riempie di gioia. Il suo saluto ha un effetto meraviglioso su Elisabetta e sul bambino. Tutti e due si impregnano di Spirito Santo. Elisabetta sente il bambino sussultare dentro di sé, come fece tempo prima Davide davanti all’arca dell’Alleanza, durante il suo viaggio a Gerusalemme (2Sam 6,1-11). Maria è la nuova arca dell’Alleanza, davanti alla quale il bambino esprime la sua gioia. Dal bambino l’azione dello Spirito è trasmessa anche ad Elisabetta, cosa che la conduce a riconoscere la Madre del suo Signore. Sotto l’ispirazione dello Spirito, conosce il mistero del messaggio dell’angelo a sua cugina Maria, e la riconosce “felice” in ragione della fede con la quale ella l’ha ricevuto. La testimonianza di Elisabetta è la più antica testimonianza della venerazione della prima Chiesa per la Madre del Salvatore.



Maria, vivente dimora di Dio tra noi

E Maria, prorompendo nel canto del Magnificat, per le grandi cose operate in lei e per la grazia concessa alla sua parente, dice: il Signore «ha guardato l’umiltà della sua serva».

La salvezza promessa a Israele è già iniziata ad attuarsi con l’incarnazione del Messia (vv. 47.54). Tutto questo con una mirabile attenzione e rispetto a coloro che ne sono i protagonisti.

Segno, di questo inizio, è l’elargizione dei beni messianici, spirituali, fatta ancora ai poveri, agli umili, a coloro che si riconoscono bisognosi di salvezza (vv. 51-53). In questo momento Maria è la vivente dimora di Dio in mezzo agli uomini, è la portatrice della presenza divina che salva.

L’autore della lettera agli Ebrei afferma che è in forza della sua «povertà» e della sua obbedienza che Gesù Cristo ha meritato a noi il perdono dei peccati e ci ha salvati (seconda lettura).

Per l’incontro degli uomini con Dio; per la loro unità e pace occorreva nel disegno di Dio un uomo che fosse «pienamente e totalmente uomo, ad eccezione del peccato»; per questo Gesù ha voluto essere il figlio di Maria.



Preghiera nel silenzio della comunione:

Ho Altissimo Signore re del cielo e della terra, la tua presenza eucaristica è in mezzo a noi, grazie perché vieni nel nostro cuore, viene a dimorare dentro di noi tutta la divinità, questo mistero ineffabile lo capire quando saremo pienamente in Te, ora solo lo percepiamo con la fede, Gesù donaci lo Spirito di sapienza per saper cogliere questo dono immenso, solo Tu puoi condurci a capire che lo fai solo per amore alla tua creatura di dimorare interamente in essa, donandoci la vita per eternità.

Maria madre della misericordia, dimora di Dio tra noi, tempio dell’amore infinito, Madre, docile ancella, aiutaci a pronunciare il tuo Sì, alla tua fedeltà, alla tua obbedienza, aiutaci ad amare il tuo Figlio con un cuore puro e sincero come il tuo, insegnaci l’umiltà per saper cogliere il mistero dell’incarnazione che si è realizzato in Te per la nostra salvezza. Maria prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù. A te eleviamo la nostra preghiera Ave Maria.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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