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dic 26

Inviato da: Don Alberto Abreu
26/12/2009 

27 dicembre 2009 – Santa Famiglia
Ciclo Liturgico: anno “C”

“Beato chi abita
nella tua casa, Signore”

“Beato chi abita nella tua casa, Signore”

Vangelo (Luca 2, 41-52)

PRIMA LETTURA
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore (1Sam 1,20-22.24-28).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Beato chi abita nella tua casa, Signore (Sal 83).

SECONDA LETTURA
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente (1Gv 3,1-2.21-24)!
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

 

VANGELO (Luca 2, 41-52)
+ Dal Vangelo secondo Luca

  1. I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
  2. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa.
  3. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
  4. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;
  5. non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
  6. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava.
  7. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
  8. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
  9. Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
  10. Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
  11. Scese dunque con loro e venne a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.
  12. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Parola del Signore

 

Riflessione:

L’inquietudine e l’incomprensione di Maria e di Giuseppe, nonostante la loro vicinanza a Gesù, nonostante che siano stati preparati da Dio al compito di accompagnare i primi passi della vita di Gesù, ci riportano a quello che è il nostro atteggiamento di fronte all’opera di Dio in noi e intorno a noi. Ogni essere è un mistero per quelli che lo circondano. La sofferenza che nasce da questa solitudine collettiva non trova pace se non nella fede.

Noi siamo vicini gli uni agli altri perché siamo tutti amati di un amore divino. L’amore che ci unisce, lungi dall’abolire il nostro essere diversi gli uni dagli altri, rafforza, anima e sviluppa quanto c’è di originale in noi. Ma solo una carità che venga da Dio può mettere nei nostri cuori una tale disposizione.

Maria e Giuseppe non hanno capito a fondo ciò che Gesù diceva o faceva. Ma hanno accettato, nella fede e per amore, di vederlo compiere la sua vita e adempiere alla sua missione, partecipandovi nell’oscurità della loro fede. Che lezione per noi! Quando non capiamo l’azione del nostro prossimo, perché supera le nostre capacità, dobbiamo saper amare senza capire: solo con un tale atteggiamento tutto diventa possibile.



Preghiera nel silenzio della comunione:

Signore Gesù, grazie per la tua presenza nel Santissimo Sacramento, per la tua benedizione, tu pur essendo Dio ti sei sottomesso a Giuseppe e Maria, perché noi imparassimo l’obbedienza e l’umiltà, Gesù mando il tuo Santo Spirito a ravvivare la nostra condizione di figli tuoi. Non lasciarci alla preda delle tenebre, all’offuscamento della nostra fede, ma illuminaci con la tua sapienza per vivere come veri figli di Dio nell’amore.

Maria e Giuseppe a voi Dio vi è affidato il compito di custodire il bambino Gesù e formare la famiglia di Nazareth, fate che tutte le famiglie sia vostro esempio per dare testimonianza del amore e l’importanza della comunione con Dio, aiutateci ad essere famiglie in mondo senza Dio, che la vostra presenza sia luce nelle nuove famiglie, prendeteci per mano e portateci al vostro Figlio Gesù. Ave Maria.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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