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Written by: Don Alberto Abreu
09/01/2010 

10 gennaio 2010 – Battesimo del Signore
Ciclo Liturgico: anno “C”

Una voce dal cielo:
“Tu sei il Figlio mio, l’amato”

Una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato”

Vangelo (Luca 3, 15-16.21-22)

PRIMA LETTURA
Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini la vedranno (Is 40,1-5.9-11).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Benedici il Signore, anima mia (Sal 103).

SECONDA LETTURA
Il Signore ci ha salvato con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo (Tt 2,11-14;3,4-7).
Alleluia, alleluia.
Viene colui che è più forte di me, disse Giovanni;
egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Alleluia.

 

VANGELO (Luca 3, 15-16.21-22)
+ Dal Vangelo secondo Luca

  1. In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo,
  2. Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
  1. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì
  2. e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

 

Riflessione:

Lo Spirito Santo giunge ad attestare in modo solenne la divinità di Gesù nel momento in cui ha compiuto, come un uomo qualsiasi, il gesto penitenziale, essendosi sottoposto al battesimo di Giovanni. Durante la sua vita terrena, Gesù non si mostrerà mai tanto grande come nell’umiltà dei gesti e delle parole. Importante lezione questa, per noi che vediamo le cose in modo tanto diverso. Seguire Cristo significa intraprendere questo cammino di umiltà, cioè di verità. Cristo, vero Dio e vero uomo, ci insegna la verità del nostro essere.

Feriti dal peccato, purificati dal battesimo, noi oscilliamo fra i due estremi, entrambi attraenti, del male e della santità. E questo si vive nella quotidianità più umile. Ad ogni passo possiamo scegliere Dio e il suo amore, o, viceversa, rifiutarlo.

Seguire le orme di Gesù, significa assicurarsi un cammino che, nonostante sia stretto e sassoso, conduce alla vita eterna, alla vera beatitudine.

Per noi cristiani nella fede, e in generale dobbiamo avere coscienza nel nostro battesimo, ciò che abbiamo ricevuto, questo grande dono del Signore mediante lo Spirito Santo. In una lettera di S. Paolo ai romani ci spiega con grande linea il significato proprio del nostro battesimo, che non è solo un sigillo di una religione come di essere cristiani cattolici, ma un dono ben specifico come la vita, e la vita di grazia nell’amore.

Gesù si è incarnato nell’umanità dell’uomo per salvarci dai nostri peccati, perché il peccato ci porta alla morte, alla assenza totale di Dio. A riportato l’uomo che si trovava nelle tenebre alla luce infinita. Gesù morendo in croce per i nostri peccati, l’uomo unendosi col battesimo alla morte di Cristo, si inserisce, si innesta nella totalità di Cristo, Cristo assume tutto l’uomo, e mediante il battesimo è sepolto con Lui nella morte. La fonte battesimale è figura del sepolcro, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi camminiamo in una vita nuova. (Rm, 3-5)

Questa è la vera concezione del nostro battesimo, cioè la pasqua (passaggio, passare oltre), noi da morte che eravamo siamo passati alla vita, e vita definitiva, morto l’uomo vecchio, per diventare una creatura nuova in Gesù Cristo. Per tanto il cristiano porta in se il germe di vita che lo fa essere figli di Dio, erede e coerede con Gesù Cristo.

Con la celebrazione nel battesimo del Signore, noi prendiamo vera coscienza della nostra fede cristiana, cosa siamo, e dove andiamo. La nostra vita è un pellegrinaggio ed è molto breve, perché per Dio mille anni è come un giorno che è passato, come una veglia notturna, e tutto si gioca su questo momento della nostra vita, col battesimo siamo già santificati, sta la nostra perseveranza, il nostro sì quotidiano a mantenere questa grazia santificante.” Se infatti siamo stati completamente uniti a Lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione che somiglia alla sua.(Rm, 3-5)



Preghiera nel silenzio della comunione:

Signore Gesù grazie, per il tuo amore infinito eucaristico, tu con la tua presenza hai presso possesso della nostra natura umana col nostro battesimo, e non apparteniamo a noi stessi ma a Te che sei il nostro Re e Signore. Gesù continua a donarci il tuo Spirito Santo, liberaci dalle seduzione del peccato, dall’ombra di morte, dall’allontanarci dalla nostra fede, dalla paura, dall’odio, dalla malvagità. Vieni Signore Gesù.

Maria Madre nostra, tu sei l’umile ancella del tuo Signore, accompagnaci sul cammino della santità acquistati dal nostro battesimo, insegnaci l’umiltà del cuore e l’obbedienza al tuo Figlio Gesù, aiutaci a risorgere dalle tenebre del peccato, prega per noi Santa Madre, portaci per mano al tuo Figlio Gesù. A te eleviamo la nostra preghiera. Ave Maria

Copyright ©2010 Don Alberto Abreu

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