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Written by: Don Alberto Abreu
19/01/2010 

24 gennaio 2010 – III Domenica Tempo Ordinario
Ciclo Liturgico: anno “C”

“Oggi si è compiuta questa
scrittura che avete ascoltato”

“Oggi si è compiuta questa scrittura che avete ascoltato”

Vangelo (Luca 1,1-4; 4,14-21)

PRIMA LETTURA
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso (Ne 8,2-4.5-6.8-10).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Le tue parole, Signore, sono spirito e vita (Sal 18).

SECONDA LETTURA
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte (1Cor 12,12-30).
Alleluia, alleluia.
Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.
Alleluia.

 

VANGELO (Luca 1,1-4; 4,14-21)
+ Dal Vangelo secondo Luca

  1. Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi,
  2. come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola,
  3. così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo,
  4. in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
  1. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione.
  2. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
  3. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
  4. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
  5. «Lo Spirito del Signore è sopra di me;
    per questo mi ha consacrato con l’unzione
    e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
    a proclamare ai prigionieri la liberazione
    e ai ciechi la vista;
    a rimettere in libertà gli oppressi
  6. e proclamare l’anno di grazia del Signore».
  7. Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.
  8. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore

 

Riflessione:

La liturgia è intelligente. Al resoconto del discorso di Gesù alla gente del suo paese di Nazaret, antepone il prologo del Vangelo.

L’evangelista Luca intende essere uno storico perché vuole che i cristiani si rendano conto “della solidità degli insegnamenti” ricevuti e siano convinti dell’importanza decisiva per la storia di tutti gli uomini della vita di Gesù. Per questo soltanto lui pone all’inizio della narrazione del ministero pubblico di Gesù un discorso programmatico che precisi subito lo scopo che Gesù si prefigge.

È il “manifesto” di Gesù. Eccolo: egli opera con la potenza di Dio, difatti lo Spirito è su di lui.

La sua non sarà un’opera umana, meno che mai politica, ma la rivelazione del progetto di Dio. La sua missione è quella di accogliere misericordiosamente tutti gli uomini per liberarli. È il compimento della profezia di Isaia che Gesù si appropria.

A Nazaret, quel sabato, Gesù annunciò il tempo nuovo che non avrebbe più avuto per protagonista l’uomo, ma “Dio fatto uomo”.

La gente della sinagoga una cosa udì allora con chiarezza: l’inizio di “un anno della grazia del Signore”.

In sostanza il Vangelo dice: non sono gli ordinamenti umani a salvare l’umanità, sarà lo Spirito del Signore. In questa affermazione c’è, se si vuole, tanto pessimismo, purtroppo fin troppo documentato dalla storia; ma c’è anche, e più grande, tanta speranza, perché ci assicura che lo Spirito è su Gesù e, perciò, su tutti quelli che fanno comunione con Gesù.

E questo riguarda l’oggi: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi ascoltate”. L’oggi storico di Gesù diventa, per la forza dello Spirito, l’oggi liturgico della Chiesa, il nostro di ogni Messa.

La predica di Nazaret diventa oggi storia nostra. Se ascoltiamo!

L’oggi, è la parola di Gesù che è viva ed efficace, questa parola che penetra nella profondità di tutto l’uomo per salvarlo, tirarlo fuori dalle tenebre, darle una luce di speranza, questa parola che trasforma e si fa carne nella nostra vita, ci accompagna in ogni avvenimenti, in ogni situazione che ci incontriamo nella difficoltà della vita, nella sofferenza che patisce. Gesù è risorto, ha vinto la morte, l’uomo in Gesù è libero è il vivente, è capace di amare di andare oltre le aspettative umane. L’uomo è un corpo di comunione che le sue membra sono diverse l’uno dell’altro con carismi per la edificazione della Chiesa nella comunità.



Preghiera nel silenzio della comunione:

Signore Gesù, la tua parola è viva nella Eucaristia che tu ci doni, è nel nostro cuore che batte, che vivifica, non lasciarci mai senza la tua parola, manda il tuo Santo Spirito, a guidarci sulla luce della tua parola per non smarrirci mai, Gesù la tua parola guarisci, libera, toglie ogni avversità, rendi sempre efficace la tua azione salvifica nello Spirito, e saremo sicuri della tua salvezza.

Maria madre nostra, tu hai concepito la parola del Signore, e l’hai donata a noi per seguirla, rendici capace di accogliere questa parola come tu l’hai accolta e l’hai messa in pratica, sei beata perché hai creduto in essa. Maria prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù. A te eleviamo la nostra preghiera. Ave Maria.

Copyright ©2010 Don Alberto Abreu

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