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Inviato da:
Don Alberto Abreu
12/03/2010
14 marzo 2010 – IV Domenica di Quaresima
Ciclo Liturgico: anno “C”
“Questo tuo fratello
è tornato in vita”
Vangelo (Luca 15,1-3.11-32)
PRIMA LETTURA
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua (Gs 5,9-12).
SALMO RESPONSORIALE
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore (Sal 33).
SECONDA LETTURA
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo (2Cor 5,17-21).
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Luca 15,1-3.11-32)
+ Dal Vangelo secondo Luca
- In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
- I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
- Ed egli disse loro questa parabola:
- «Un uomo aveva due figli.
- Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze.
- Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
- Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno.
- Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci.
- Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla.
- Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!
- Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te;
- non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”.
- Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.
- Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
- Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi.
- Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,
- perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
- Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze;
- chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo.
- Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”.
- Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo.
- Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici.
- Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”.
- Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;
- ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Parola del Signore
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