Get Adobe Flash player
venerdì 24 ottobre 2014 You are here: Blog  |  Login

Cerca

Il Blog di Don Alberto… per te!


Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo

mag 28

Inviato da:
28/05/2010  RssIcon

30 maggio 2010 – Santissima Trinità
Solennità - Ciclo Liturgico: anno “C”

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo - www.pietrascartata.com

Vangelo (Giovanni 16, 12-15)

PRIMA LETTURA
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata (Pr 8,22-31).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! (Sal 8).

SECONDA LETTURA
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito (Rm 5,1-5).

Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.
Alleluia.

 

VANGELO (Giovanni 16, 12-15)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

  1. In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
  2. «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
  3. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
  4. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore

 

Commento:

Il giorno di Pentecoste Gesù comunica se stesso ai discepoli per mezzo dell’effusione dello Spirito Santo. La piena rivelazione di Dio come Padre, Figlio e Spirito Santo si ha nel mistero della Pasqua, quando Gesù dona la vita per amore dei suoi discepoli. Bisognava che questi sperimentassero innanzitutto il supremo dono dell’amore compiuto da Gesù per comprendere la realtà di Dio Amore che dona tutto se stesso. Egli, oltre a perdonare i peccati e a riconciliare l’uomo con sé, lo chiama ad una comunione piena di vita (“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me ed io in voi”: Gv 14,20); gli rivela la ricchezza dei suoi doni e della speranza della gloria futura (Ef 1,17-20); li chiama ad una vita di santità e di donazione nell’amore al prossimo (“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati”: Gv 15,12). Anche essi sull’esempio del loro maestro sono chiamati a dare la vita per i fratelli (“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”: Gv 15,13). Per ora essi sono incapaci di accogliere e accettare tali realtà. Lo Spirito Santo farà entrare nel cuore degli apostoli l’amore di Cristo crocifisso e risuscitato per loro, li consacrerà a lui in una vita di santità e d’amore, li voterà alla salvezza delle anime. Non saranno più essi a vivere, ma Gesù in loro (cf. Gal 2,20). Ogni cristiano nel corso del suo cammino è chiamato ad arrendersi all’amore e allo Spirito di Cristo crocifisso e risorto. Oggi è il giorno della decisione.



Un’umanità nuova inaugurata da Cristo Signore

L’insieme delle letture invita ad andare al di là dell’avvenimento dell’Ascensione descritto in termini spazio-temporali: la «elevazione» al cielo del Signore risorto, i «quaranta giorni» dopo la Pasqua, sono solo un modo per indicare la conclusione di una fase della storia della salvezza e l’inizio di un’altra.

Quel Gesù con il quale i discepoli hanno «mangiato e bevuto» continua la sua permanenza invisibile nella Chiesa. Essa è chiamata a continuare la missione e la predicazione di Cristo e riceve il compito di annunciare il Regno e rendere testimonianza al Signore. Per questo gli angeli, dopo l’Ascensione del Risorto, invitano gli apostoli a non attardarsi a guardare il cielo: l’avvenimento a cui hanno assistito non coinvolge solamente loro; al contrario, da esso prende il via un dinamismo universale, «salvifico» e «missionario» che sarà animato dallo Spirito Santo (cf prima lettura, v. 5).

Per la forza di questo Spirito, il Cristo glorificato e costituito Signore universale, capo del Corpo-Chiesa e del Corpo-umanità, attira a sé tutte le sue membra perché accedano, con lui e per lui, alla vita presso il Padre.

Anzi, egli stesso anima questi uomini nella loro ricerca di libertà, di dignità, di giustizia, di responsabilità; il loro desiderio di «essere di più», la loro volontà di costruire un mondo più giusto e più unito.

Così, la comunità dei credenti, consapevole di aver ricevuto un potere divino, piena di slancio missionario e di gioia pasquale, diventa nel mondo testimone della nuova realtà di vita realizzata in Cristo Signore.



L’opera del Padre

Per comprendere il grande mistero della Santissima Trinità, Gesù ci ho ha fatto conoscere mediante le sue opere che sono del Padre e Lui fa la sua volontà, promettendo così che nella sua assenza il Padre manderà il Paraclito lo Spirito consolatore che ci porterà a tutta la verità. Il nostro rapporto con la trinità è specialmente con il Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo, ma si fa poco rilievo al Padre, viene presentato come Dio al di sopra di tutti, ma non la sua azione personale col l’uomo, Cristo è il mediatore del Dio trascendente.

Nel Vecchio Testamento ho trovato una serie di versetti di un contenuti ricchissimo del intervento di Dio verso l’uomo. Dio non è soltanto il Dio trascendentale per il popolo di Israele, ma è il Dio Vicino, il Dio che è Padre è madre e la tenerezza di Dio sconfina ogni desidero umano, l’amore che trascende fino a donare il suo unico figlio perché chiunque creda il Lui abbia la vita eterna (Gv. 3,16)

Vorrei illustrare alcuni versetti del antico testamento che parla proprio di questa tenerezza di Dio verso il suo popolo e come il Padre esprime i suoi sentimenti più intimi che il suo Figlio l’ha espresso come verbo incarnato grazia al opera dello Spirito Santo.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
Sal. 8,4-7

Sei tu che mi hai tratto dal grembo,
mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.
Al mio nascere tu mi hai raccolto,
dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.
Sal. 22(21),10-11

Oracolo del Signore.
Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto
E parlerò al suo cuore.
Os. 2,16

Oracolo del Signore.
Mi chiamerai: Marito mio,
e non mi chiamerai più: Mio padrone.
Os. 2,18

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo. Non temere, perché io sono con te.
Is. 43, 4;5

Perché il Signore si compiacerà di te e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine sposa, così ti sposerà il tuo Architetto; come gioisce lo sposo per la sposa così il tuo Dio gioirà Per te.
Is. 62,4b-5

Così succhierete al suo petto e vi sazierete, deliziandovi,
all’abbondanza del suo seno.
I suoi bimbi saranno portati in braccio sulle ginocchia saranno accarezzati.
Come una madre consola un figlio così io vi consolerò.
Is. 66,11;16b;13a

Mi fu rivolta la parola del Signore:
“Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato.
Ger. 1,4-5

Da lontano gli è apparso il Signore:
“Ti ho amato di amore eterno,
per questo ti conservo ancora pietà.
Ger. 31,3

Sei tu che hai creato le mie viscere
E mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

Non ti erano nascoste le mie ossa
Quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.
Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
Sal. 139 (138),13-16

Poiché io sono il Signore tuo Dio che ti tengo per la destra
E ti dico: “Non temere, io ti vengo in aiuto”.
Non temete, vermiciattolo di Giacobbe, larva di Israele;
io vengo in tuo aiuto,oracolo del Signore,tuo redentore è il Santo di Israele.
Is. 41,13-14

Il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome.
Is. 49,1b

Sion ha detto: “Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato”.
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se queste donne si dimenticassero,
io invece non ti dimenticherò mai.
Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani.
Is. 49,14-16

Preghiera nel silenzio della comunione:

Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, siete presente nel mistero della divina Eucaristia, siamo riempiti dell’ineffabile amore trinitario, nel nostro cuore racchiudi tutta la divinità, solo con la fede possiamo intendere questa sapienza eterna, e senza di essa non esisteremo, siamo guidati in questo disegno di amore trinitario, non saremo mai abbandonati perché voi vegliate sempre per la nostra salvezza. Il tuo Spirito Ci difenda dagli attacchi infernale per dare gloria a colui che ha dato la vita per salvarci il suo Figlio Gesù Cristo.

Maria Madre nostra, tu eri già nel progetto della trinità prima che il mondo fosse, immacolata, e hai adempiuto la con la fede e l’obbedienza il disegno stabilito del mistero di Dio per opera dello Spirito Santo, il tuo sì ha dato atto a questo amore di salvezza essendo la più piccola tra le creature, umile ancella del Signore, ti preghiamo di insegnarci l’umiltà di cuore e l’obbedienza pura per entrare in questo disegno di salvezza, mamma prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù. A te eleviamo la nostra preghiera. Ave Maria

Copyright ©2010 Don Alberto Abreu

Tag:
Categorie:

Il tuo nome:
Gravatar Preview
La tua email:
(Optional) Email è usata solo per mostrare Gravatar.
Il tuo sito:
Titolo:
Commento:
Aggiungi Commento   Annulla