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Written by: Don Alberto Abreu
30/10/2009 

1 novembre 2009 – Solennità di tutti i Santi

Venite a me, voi tutti che siete stanchi
E oppressi e io vi darò ristoro.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò ristoro.

Vangelo (Matteo 5, 1-12a)

PRIMA LETTURA
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua (Ap 7,2-4.9-14).

SALMO RESPONSORIALE
Rit: Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore (Sal 23).

SECONDA LETTURA
Vedremo Dio così come egli è (1Gv 3,1-3).
Alleluia, alleluia.
voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Matteo 10, 5, 1-12a)

  1. In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte:
  2. si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
  3. «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
  4. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
  5. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
  6. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
  7. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
  8. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
  9. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
  10. Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli.
  11. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
  12. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore

 

Commento:

Festeggiare tutti i santi è guardare coloro che già posseggono l’eredità della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore. I santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione. Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli perché, peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesù, attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.

Questa beatitudine che dà loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinità è un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato. Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l’amore esige per essere vero amore, e a volte al di là di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall’amore e scomparire affinché Gesù fosse progressivamente tutto in loro. È Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di povertà, è al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; è con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

Da principio, la Bibbia riservò a Iahvè il titolo di «Santo», parola che aveva allora un significato molto vicino a quello di «sacro»: Dio è l’ «Altro», così trascendente e così lontano che l’uomo non può pensare di partecipare alla sua vita.

Davanti alla sua santità (cf Gn 28,10-19; 1 Sam 6,13-21; 2 Sam 6,1-10) l’uomo non può provare che rispetto e timore (cf Es 3,1-6; Gn 15,12).

In una religione di salvezza come quella d’Israele, Dio doveva comunicare la sua santità al popolo (cf Is 12,6; 29,19-23; 30,11-15; 31,1-3), il quale diviene esso pure «altro», manifestando nella sua vita quotidiana, e soprattutto nel suo culto, un comportamento diverso da quello di altri popoli (Lv 19,1-37; 21,1-23; Ap 4,1-11).

Ma per attuare questa santità alla quale Dio lo chiamava, il popolo eletto non aveva altro che mezzi legali e pratiche di purificazione esteriore.

Gli uomini più impegnati presero ben presto coscienza della insufficienza di tali mezzi, e cercarono la «purezza di cuore» capace di farli partecipi della vita di Dio (cf Is 6,1-7; Sal 14; Ez 36,17-32; 1 Pt 1,14-16).

Essi posero la loro speranza in una santità che sarebbe stata comunicata direttamente da Dio (Ez 36,23-28).

Questo anelito si realizza nel Cristo; egli irradia la santità di Dio; su di lui riposa «lo Spirito di santità»; egli rivendica il titolo di «santo» (cf Gv 3,1-15; 1 Cor 3,16-17; Gal 5,16-25; Rm 8,9-14). Viene infatti a santificare tutta l’umanità.

Gesù Cristo, divenuto «Signore», trasmette la sua santità alla Chiesa per mezzo dei sacramenti che portano all’uomo la vita di Dio (cf Mt 13,24-30; 25,2; Col 1,22; 2 Cor 1,12).

Questa dottrina era così viva nei primi secoli, che i membri della Chiesa non esitarono a chiamarsi «i santi» (cf 2 Cor 11,12; Rm 15,26-31; Ef 3,5-8; 4,12) e la Chiesa stessa era chiamata «comunione dei santi». Questa espressione, che troviamo ancora nel Credo, trae la sua origine dall’assemblea eucaristica, durante la quale «i santi» partecipano alle «cose sante».

La santità cristiana appare, dunque, come una partecipazione alla vita di Dio, che si attua con i mezzi che la Chiesa ci offre, in particolare con i sacramenti.

La santità non è il frutto dello sforzo umano che tenta di raggiungere Dio con le sue forze; essa è dono dell’amore di Dio e risposta dell’uomo all’iniziativa divina.

Preghiera dopo la pausa della comunione:

Signore Gesù, solo tu sei Santo, tu ci fai partecipare alla tua santità entrando in noi con il tuo corpo e il tuo sangue, è lo Spirito Santo che agisci in maniera misteriosa il nostro cambiamento interiore, fa che aderiamo continuamente alla tua santità al tuo amore incondizionato. Il tuo Spirito Santo possa santificare tutto il nostro essere, liberandoci da tutto ciò che ci allontana da te, liberaci soprattutto dalle potenze malefiche per essere una cosa solo con te. Guarisci le nostre infermità, i nostri visi, le nostre incredulità, le nostre depressioni e solitudine, riempici dalla tua santità

Maria Madre nostra, tu sei la più Santa, l’umile serva dell’amore di Dio, insegnaci a camminare nella santità verso il tuo Figlio, non lasciarci camminare nelle tenebre, nella cecità della vita ma illuminati dalla sapienza e conoscenza dell’amore di Dio. Madre prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù. A te eleviamo la nostra preghiera. Ave Maria.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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