La mia testimoneanza Eucaristica
L'esperienza dei ragazzi di San Nicola di Bari: hanno prestato servizio al St. Theresa Centre dell'Opera don Guanella di Abor, che accoglie studenti disabili e ragazze povere della zona
di Laura Galimberti
«Siamo partiti senza aspettative specifiche; torniamo con una rinnovata consapevolezza della nostra dignità e libertà». Sono le parole di Silvia, 34 anni, una delle ragazze partite con il gruppo di giovani della parrocchia San Nicola di Bari di Ostia alla volta del Ghana, e qui rimasti dal 3 al 20 agosto scorso. Le emozioni di Silvia sono le stesse provate dai suoi compagni di viaggio, tra i 16 e i 36 anni. Con base presso il St. Theresa Centre dell’Opera don Guanella di Abor, i ragazzi hanno collaborato con le missioni della zona, lavorato alla manutenzione della scuola guanelliana, incontrato giovani e comunità parrocchiali, prestato servizio in alcuni villaggi. Il St. Theresa Centre, fondato nel 1989 da un sacerdote comboniano e diretto dal 1997 dai guanelliani, accoglie e promuove 120 studenti, tra i 15 e i 22 anni; 85 diversamente abili e 35 normodotati, giovani e ragazze povere della zona di Abor. A loro offre corsi di avviamento professionale, come sartoria, ma anche lezioni di inglese e matematica. Nel programma del viaggio, per i giovani romani, anche visite culturali alla scoperta del Paese africano: tre giorni a Cape Coast, sulla rotta degli schiavi; un giro nella capitale e al Kakum National Park.
Quello partito da Roma, raccontano dalla parrocchia, è un gruppo composito. Tra loro 12 Rover e Scolte (16-21 anni) dei gruppi Scout d’Europa Rm 12 e 15, una studentessa liceale, alcuni insegnanti, due giovani operai, alcune professioniste. Tutti appassionatisi a un’idea nata a gennaio. «Il parroco espresse il desiderio di partire per l’Africa durante una riunione di formazione per capi scout con padre Giancarlo Frigerio, responsabile della Delegazione Africana dell'Opera don Guanella, aprendo così la strada a un'avventura forte e controcorrente» sottolinea Paolo Bramini, tra i responsabili del gruppo degli Scouts d’Europa.
In poco tempo hanno aderito quindici persone. «Tanti ragazzi esprimevano entusiasmo, altri perplessità e timori, gli stessi del resto riscontrati con le rispettive famiglie – ricorda ancora Paolo –. Ma in questa preziosissima occasione educativa abbiamo creduto fino in fondo e così la possibilità del viaggio è divenuta occasione importante con ragazzi e genitori per rinnovare domande, proporre riflessioni in merito ai valori da condividere, rimuovere pregiudizi e alzare lo sguardo, insieme».
E la risposta non si è fatta attendere. Il gesto di Francesco, 18 anni, ha commosso tutti. Prima di partire per uno dei poverissimi villaggi che circondano la missione, ha riempito la zaino con tutto quanto poteva regalare. «Grazie a questa avventura ho compreso il senso della vera ricchezza e dell'essenzialità – racconta –. La prima è quella che ho ricevuto dalla gente del posto. Vedendo poi la distribuzione dei vestiti ai bambini di un villaggio, ho pensato all'essenzialità: i vestiti servono a coprirsi dal freddo. Questa società mi ha permesso di vedere tutto da un'altra prospettiva, mi ha reso più libero».
Commozione anche nelle parole del parroco, don Elio Leli. «Porterò sempre nel cuore – dice il sacerdote – la benedizione di una signora di un villaggio, che mi ringraziava per un pezzo di sapone donato. Aveva gli occhi lucidi….. Ho capito che la benedizione non dipende da chi hai davanti, ma nasce dal cuore: dire-bene viene dal voler-bene».
Una cassa comune ha permesso a ogni ragazzo di pagare per il viaggio quanto poteva, grazie al contributo generoso di molti, alle due cene di solidarietà organizzate dal gruppo scout, alla donazione delle miglia per l’acquisto di biglietti aerei gratuiti. «Il nuovo anno – conclude Paolo – ci vedrà impegnati a rileggere fino in fondo il senso di questa esperienza perché non rimangano solo le emozioni ma il tutto si traduca in un autentico cambiamento del nostro stile di vita verso una vera condivisione, nelle strade che la fantasia della carità saprà suggerire». Per condividere con parenti, amici, insegnanti e la comunità tutta l’esperienza vissuta, in programma una mostra fotografica e la proiezione di un video-reportage.
Presso il St Theresa Centre è possibile svolgere anche per l’anno 2009 servizio civile. Info sul sito www.guanelliani.org