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Dove potremo comprare il pane per tanta gente?

lug 26

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26/07/2009  RssIcon

26 luglio 2009 – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ciclo Liturgico: anno “B”

Dove potremo comprare il pane per tanta gente?

Dove potremo comprare il pane per tanta gente?

Vangelo (Giovanni 6, 1-15)

PRIMA LETTURA (2Re 4, 42-44)
Ne mangeranno e ne faranno avanzare.

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

SECONDA LETTURA (Ef 4, 1-6)
Un solo corpo, un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
e Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 6, 1-15)

  1. In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade,
  2. e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi.
  3. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.
  4. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
  5. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».
  6. Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere.
  7. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
  8. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro:
  9. «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?».
  10. Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
  11. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
  12. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto».
  13. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
  14. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!».
  15. Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Parola del Signore

 

Riflessione:

Tutti gli evangelisti ci riportano il racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani. Si tratta di nutrire una grande folla di persone, di seguaci di Gesù, radunati sulla riva nord-est del lago di Tiberiade (cf. Mt 14,13-21; Mc 6,32-44; Lc 9,10b-17). Come dimostra l’atteggiamento dei partecipanti, essi interpretano questo pasto come un segno messianico. La tradizione ebraica voleva che il Messia rinnovasse i miracoli compiuti da Mosè durante la traversata del deserto. Ecco perché, secondo questa attesa messianica, si chiamava “profeta” il futuro Salvatore, cioè “l’ultimo Mosè”. Infatti, secondo il Deuteronomio, Dio aveva promesso a Mosè prima della sua morte: “Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò” (Dt 18,18). Ecco perché le persone che sono presenti! durante la moltiplicazione dei pani cercano di proclamare re Gesù. Ma Gesù si rifiuta, perché la sua missione non è politica, ma religiosa.

Se la Chiesa riporta questo episodio nella celebrazione liturgica è perché essa ha la convinzione che Gesù Cristo risuscitato nutre con il suo miracolo, durante l’Eucaristia, il nuovo popolo di Dio. Gli dà le forze per continuare la sua strada lungo la storia. Egli precede il suo popolo per mostrargli la via grazie alla sua parola. Coloro che attraversano la storia in compagnia della Chiesa raggiungeranno la meta di tutte le vie, l’eredità eterna di Dio (cf. Gv 14,1-7).

S. Paolo condivide questo pane attraverso la sua vita, entrando così in comunione con il corpo di Cristo che è la Chiesa di Dio, diventandone membro. Nella sua sofferenza ci esorta a questa comunione gli uni gli altri come una chiamata, vocazione ricevuta dalla umiltà, dalla dolcezza, dalla magnanimità, tutto per amore per essere unità per mezzo dello Spirito.

E questa unità che la chiesa vive ogni volta che celebra l’Eucaristia, la presenza reale di Gesù Cristo in mezzo al suo popolo in preghiera. La grandezza della Eucaristia è vivere la consapevolezza di ciò che significa nella sua efficacia santificante, essere un solo corpo, un solo spirito, una sola speranza, un solo Signore, una sola fede e un solo battesimo, un solo Dio e Padre di tutti. Questo è il mistero che racchiude l’Eucaristia presente nella nostra vita sia individuale che comunitaria. Prendere coscienza di questa realtà è confidare totalmente alla realtà di Dio nella nostra vita. E’ un dono immenso di grazia soprattutto contro gli assalti del maligno e la povertà del nostro limite umano. E’ la preghiera più eccellente dove il Signore Gesù aspetta da noi le nostre necessità, sofferenze, suppliche e soprattutto un cuore aperto per riversare tutto il suo amore.

 

PREGHIERA DOPO IL SILEZIO DELLA COMUNIONE:

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua presenza Eucaristica, per la tua presenza nella benedizione, siamo qui riempiti di Te, con il cuore gonfio del tuo Santo Spirito. Fa che possiamo fruttificare queste grazie ricevute oggi. Solo Tu Signore puoi realizzare in noi il tuo disegno di salvezza, guarisci le nostre infermità sia dello spirito che del corpo, liberaci delle insidie del maligno, dalle nostre mancanze di fede, soprattutto dall’egoismo che ci trascina in un vortice senza uscita, ti supplichiamo in virtù della Santa Eucaristia non lasciarci prigionieri, ma donaci sempre la libertà dei Figlio di Dio.

Madre della Eucaristia, accompagnaci sempre con la tua protezione e benedizione materna, insegnandoci il cammino da seguire verso il tuo Figlio Gesù, insegnaci l’umiltà del cuore, la docilità dello Spirito, per innamorarci grandemente della Eucaristia dove Gesù è presente e reale. Madre prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù, a te eleviamo la nostra preghiera Ave Maria.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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