Io sono il pane vivo disceso dal cielo
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08/08/2009
9 agosto 2009 – XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ciclo Liturgico: anno “B”
Io sono il pane vivo disceso dal cielo
Vangelo (Giovanni 6, 41-51)
PRIMA LETTURA (1Re 19, 4-8)
Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore.
SECONDA LETTURA (Ef 4, 30-5, 2)
Camminate nella carità come Cristo.
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 6, 41-51)
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In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo».
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E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».
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Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi.
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Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
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Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me.
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Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.
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In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
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Io sono il pane della vita.
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I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;
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questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
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Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Parola del Signore
Riflessione:
Siamo noi a cercare Dio o e lui a cercare noi? Ancora prima che noi cominciamo a cercarlo consapevolmente, egli ci attira a sé, come un innamorato, tramite Cristo. La reazione giusta da parte nostra è di essere pienamente disposti ad ascoltare e ad imparare: “Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me”. Ciò significa seguire Cristo, poiché “solo colui che viene da Dio ha visto il Padre” e quindi solo lui può conoscere perfettamente la volontà del Padre e rivelarla. La vita eterna che noi tutti desideriamo dipende dalla fede in Cristo, da una fiducia e da un impegno costanti, che faranno cominciare la vita-risurrezione qui ed ora, garantendo la risurrezione dei corpi alla vita immortale. In attesa, i fedeli si nutrono del suo Corpo e del suo Sangue nella santa Eucaristia, costituendo a poco a poco in loro stessi una “riserva” di vita immortale. Se Elia o gli Ebrei dell’Esodo mangiarono del pane prezioso, noi mangiamo qualcosa di molto più prezioso: “Il pane che io darò è la mia carne”.
“Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi mangia non muoia”. Gesù torna al tema della manna, per mostrare loro che quel pane, per quanto prodigioso lo considerassero, no comunicava vita autentica. E’ da notare in primo luogo che Gesù non si identifica con la tradizione giudaica: “i vostri padri” non sono i padri di Gesù; la salvezza che egli porta è destinata alla umanità intera (3,16s; 4,22), non a un unico popolo. Gesù si rende indipendente dalle proprie origini. Essi hanno menzionato suo padre e sua madre (6,42); egli parla unicamente di mio “Padre”. Ma avere Dio per Padre (= essere disceso dal cielo, 6,41.42) non è incompatibile con la sua origine umana, al contrario: l’universalità del “Padre” fa della sua realtà umana un mezzo di comunione con l’umanità intera. Gesù ricorda loro che essi, malgrado avessero mangiato la manna morirono. La loro morte non fu soltanto una morte fisica, ma la privazione della terra promessa, del riposo che speravano; era pertanto il fallimento definitivo (Nm. 14,21-23; Gs. 5,6; Sal 95,7ss).
La antica manna, la generazione uscita dalla schiavitù non fu in grado di giungere alla meta. Per loro, l’esodo fu la rovina; il popolo costituito dal Sinai non raggiunse il suo obiettivo. La comunità umana che Gesù fonda ha invece piena possibilità di riuscita. Per l’assimilazione di lui, i suoi membri godranno di una vita che non si può distruggere, quella che assicura il successo dell’impresa. La sua terra promessa diverrà realtà per chiunque lo segua.
Ma questo pane in Cristo Gesù dice S. Paolo ci comunica una trasformazione ontologica nel cristiano, perché segnati dallo Spirito santo aderiamo a Cristo Signore nella benevolenza e misericordiosi, perdonandoci gli uni gli altri nella carità, questo è il nostro cibo spirituale questo è la nostra trasformazione e conversione, amando Cristo come Lui ci ha amato offrendo se stessi a Dio Padre.
PREGHIERA DOPO IL SILEZIO DELLA COMUNIONE:
Signore Gesù ti ringraziamo per il pane vivo eucaristico che ci dai, ti ringraziamo per tua benedizione, Gesù ti supplichiamo donaci lo Spirito di sapienza per saper riconoscerti specialmente nei nostri fratelli e amarci come vuoi tu. Mandaci lo Spirito Santo e rinnovaci nel nostro essere cristiani, liberaci dalle potenze del male, dai nostri vizi, dal fumo, dall’alcool, dal rancore, dalla gelosia, dalla invidia, guariscici dalla depressione, dalla angoscia, dalla paura di tutto, dalla sessualità disordinata, soprattutto Signore ti chiediamo di rinnovare il matrimonio la famiglia dove ce separazione, divisione, incomprensione, e da tutto ciò che non appartiene al regno di Dio.
Maria, madre nostra e del Signore Gesù Cristo, noi ti imploriamo per la misericordia del tuo Figlio, aiutaci a camminare nell’umiltà, amore, carità, perdonando, donaci un cuore aperto alla azione dello Spirito Santo, a saper leggere la parola del tuo Figlio Gesù per essere trasformati in un solo corpo con te in Gesù Cristo per tutta la Chiesa. Maria prendici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù, a te eleviamo la nostra preghiera Ave Maria.
Copyright ©2009 Don Alberto Abreu