“Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”
ago
14
Inviato da:
14/08/2009
16 agosto 2009 – XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ciclo Liturgico: anno “B”
“Chi mangia di questo pane vivrà in eterno”
Vangelo (Giovanni 6, 51-58)
PRIMA LETTURA (Pr 9, 1-6)
Mangiate il mio pane, bevete il vino che vi ho preparato.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore.
SECONDA LETTURA (Ef 5, 15-20)
Sappiate comprendere qual è la volontà del Signore.
Alleluia, alleluia.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
dice il Signore, rimane in me e io in lui.
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 6, 51-58)
-
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
-
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
-
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita.
-
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
-
Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
-
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.
-
Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
-
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore
Riflessione:
In natura, non ci può essere vita senza nutrimento. Il cibo, di origine vegetale o animale, di cui ci nutriamo, è stato vivente prima di essere consumato per mantenere in vita un altro essere, cioè noi.
Oggi, nel brano del Vangelo secondo Giovanni, Gesù affronta questo dato di fatto essenziale della nostra condizione umana, rovesciandone l’ambito di applicazione: noi dobbiamo nutrirci di lui stesso, della sua carne e del suo sangue, se vogliamo cominciare a conoscere la pienezza della vita. Mangiando la sua carne e bevendo il suo sangue, noi ci nutriamo come non si potrebbe fare nell’ambito fisico.
Noi viviamo così per sempre: il cibo è diverso, così come diversa è la vita che esso ci dà. Questo nuovo tipo di cibo ha, sul credente, un effetto immediato (“ha la vita eterna”) ed è, nello stesso tempo, una promessa per il futuro (“e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”).
Quando ci nutriamo del cibo naturale, siamo integrati nel ciclo biologico; per mezzo della trasformazione delle leggi biologiche, invece, riceviamo la vita divina, siamo introdotti nella vita stessa di Dio. Come ciò che mangiamo e beviamo, assimilato, diventa parte di noi, così, ricevendo nel sacramento la carne e il sangue di Cristo, veniamo “incorporati” in lui.
Il contesto eucaristico in cui Giovanni si muove sta per essere formulato con maggior chiarezza. L’eucaristia apparirà sotto un duplice aspetto: come nuova manna, alimento che dà forza e vita, veicolo dello Spirito (6,55), e come nuova legge, che è realtà, non per mezzo di un codice esterno, ma per l’identificazione con Gesù (6,56) che porta a una dedizione simile alla sua (6,57). In altre parole: da parte di Gesù, l’eucaristia, memoriale della sua vita e morte, è dono che comunica al suo amore e la sua vita (lo Spirito); da parte del discepolo è l’accettazione del dono; da questo nasce un’esperienza di vita-amore che si trasforma in norma della sua condotta; accettandolo, rinnova il suo impegno con Gesù e, in lui, con l’uomo. Gesù, alimento della sua comunità, produce in essa l’amore, la dedizione e la gioia festosa (agnello pasquale). Il dono ricevuto porta al dono di sé: è l’amore che risponde al suo amore.
San Paolo ci esorta di fare molta attenzione al nostro modo di vivere, chi mangia di questa carne eucaristica, ha una grazia speciale e non possiamo perdere il tempo concesso facendo di buon uso, perché i giorni sono cattivi, solo questo pane ci da la forza per combattere le potenze delle tenebre, rafforzati dalla preghiera per saper comprendere qual è la volontà di Dio. Lo Spirito Santo ci viene in aiuto, alla nostra debolezza, apriamoci a questo evento spirituale con salmi, canti, e rendendo grazie continuamente per ogni cosa a Dio padre.
PREGHIERA DOPO IL SILEZIO DELLA COMUNIONE:
Gesù tu sei il nostro Signore, e ti sei donato tutto euristicamente, questo pane di vita che ci dai sia sostegno per il nostro cammino
Copyright ©2009 Don Alberto Abreu