Signore da chi andremo? Tu hai parola di vita eterna
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22/08/2009
23 agosto 2009 – XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ciclo Liturgico: anno “B”
Signore da chi andremo?
Tu hai parola di vita eterna
Vangelo (Giovanni 6, 60-69)
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
PRIMA LETTURA (Gs 24, 1-2.15-17.18)
Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio.
SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore.
SECONDA LETTURA (Ef 5, 21-32)
Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa.
Canto al Vangelo (Gv 6, 63.68)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Giovanni 6, 60-69)
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In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
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Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza?
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E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima?
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È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita.
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Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.
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E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
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Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
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Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
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Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e
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noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Parola del Signore
Riflessione:
Non è facile credere nel nostro mondo d’oggi.
La verità che ci è rivelata da Dio in Gesù Cristo, agli uomini e alle donne del nostro tempo appare spesso un “discorso insostenibile”, a cui non si può chiedere a nessuno dei nostri sapienti contemporanei di credere. Così è, per esempio, per la dottrina della presenza reale del corpo e del sangue del Signore nella santa Eucaristia. Essa sembra essere una sfida al buon senso, alla ragione, alla scienza. Noi diciamo: “Vedere per credere”, esattamente quello che disse san Tommaso: “Se non vedo... e non metto la mia mano, non crederò”. Gesù ci ricorda che il corpo di cui parla è il suo corpo risorto e salito al cielo, liberatosi, nella risurrezione, dai limiti dello spazio e del tempo, riempito e trasformato dallo Spirito Santo. Questo corpo non è meno reale del suo corpo in carne ed ossa, anzi lo è di più. Questo corpo risorto può essere toccato e afferrato personalmente da ogni uomo e donna di ogni tempo e luogo, perché lo Spirito si estende, potente, da un’estremità all’altra.
In Gesù Cristo e tramite Gesù Cristo, credere significa vedere e toccare: un modo di vedere più profondo, più vero e più sicuro di quello degli occhi; un modo di toccare più in profondità e un modo di afferrare con una stretta più salda di quanto si possa fare con le mani. Credere significa vedere la realtà al di là del visibile; significa toccare la verità eterna.
In questa fede e grazie ad essa, possiamo dire con Pietro; “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.
La confessione di Pietro è la confessione della Chiesa dell tutto il popolo di Dio, oggi più che mai, abbiamo bisogno di questa conferma della nostra fede in un mondo materialista e relativista, la nostra convinzione di professare la fede non ostante le difficoltà di comprensione del mistero della fede, è la potenza dello Spirito santo che interviene a nostro favore, che ci guida alla verità tutta intera. Ci affidiamo allo stesso Spirito del Signore risorto per proclamare al mondo intero che solo Il Signore Gesù ha parola di vita eterna.
Copyright ©2009 Don Alberto Abreu