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Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

mar 29

Inviato da:
29/03/2009  RssIcon

29 marzo 2009 – 5ª Domenica di Quaresima
Ciclo Liturgico: anno “B”

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore,
e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.

Giovanni 12,20-33 (Ger 31,31-34 – Salmo 50 – Eb 5,7-9)

  1. In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci.
  2. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
  3. Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
  4. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato.In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
  5. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.
  6. Se uno serve me, il Padre lo onorerà.
  7. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
  8. Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
  9. La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono.
  10. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato».
  11. Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi.
  12. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.
  13. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».
  14. Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Riflessione:

Il Vangelo di questa domenica, 5ª di quaresima, ci avvicina alla Pasqua. Gesù annuncia che il tempo è compiuto, lo annuncia con la sua glorificazione. Il suo amore fedele fino al dono, della vita, realizza fino alla fine il progetto di Dio.In Lui si sta per manifestare quella gloria stessa che è del Padre.

La gloria di Dio è l’uomo vivente ( ), dal profeta Geremia Dio porrà la sua legge dentro il cuore dell’uomo, sarà l’effusione dello Spirito Santo che riempirà il cuore della stessa legge, e la potenza redentrice del figlio di Dio attraverso il quale il nostro cuore grida Abbà Padre (Gal. 4,6 ). Questa è la conoscenza del Signore nella nostra vita dal più piccolo al più grande.

Gesù afferma, “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”, la morte di cui parla Gesù non è un avvenimento isolato, ma il culmine di un processo di donazione di se stesso. Questo esempio del chicco è, per il mondo, l’assurdità della novità che porta Gesù nel suo vangelo, la morte come vittoria della vita, ma questa morte la si può vedere sia nel modo di morte corporale, sia quella spirituale, cioè l’annientamento di sé stesso per avere la vita, chi ama la propria vita la perderà, ma chi perde la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Il morire a se stesso, è piegarsi alla sua propria volontà, alla libertà, per trovare una dimensione quale è quella di Dio, cioè la piena libertà. Gesù dice di imitarlo nella sua umiltà e di andare da lui per imparare, perché è l’umile e mite di cuore. San Paolo dirà che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato (Rm. 6,6)

Tutti coloro che vogliono seguire Cristo, che accettano questa nuova via, scelgono di porsi al servizio di Cristo e di camminare al suo fianco. Il significato pregnante di queste parole – essere sempre con lui dovunque egli sia – ci è stato presentato nell’insegnamento e nel nutrimento spirituale della Quaresima. All’avvicinarsi della celebrazione dei misteri pasquali, portiamo in noi la certezza che servire Cristo significa essere onorati dal Padre.

Ancora una volta la voce dal cielo “Lo ho glorificato e lo glorificherò ancora”. Ora la gloria di Dio sta per essere visibile in Gesù, nel quale il suo amore fedele per l’uomo splenderà al massimo.

Chiedendo al Padre di manifestare la sua gloria, Gesù sta pregando per il popolo, per l’intera umanità, perché da tale manifestazione dell’amore-vita dipende la salvezza del mondo. Dio darà compimento alla sua opera con il dono totale di Gesù; il disegno del Padre è dare vita, e sarà completato quando Gesù sulla croce si trasformerà in principio di vita comunicando lo Spirito (Gv. 19,30.34).

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