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“Io sono il pane disceso dal cielo”, dice il Signore

giu 11

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11/06/2009  RssIcon

14 giugno 2009 – SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
Ciclo Liturgico: anno “B”

“Io sono il pane disceso dal cielo”, dice il Signore

“Io sono il pane disceso dal cielo”, dice il Signore

Vangelo (Marco 14,12-16.22-26)
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

(Es. 24, 3-8 ) Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.
(Sal. 115, 12-13.15-18) Rit: Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
(Eb. 9,11-15) Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.

+ Dal Vangelo secondo Marco

  1. Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
  2. Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo.
  3. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”.
  4. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
  5. I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
  1. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».
  2. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.
  3. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
  4. Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Riflessione:

Gesù ci ha promesso di stare con noi fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Egli ha mantenuto la sua parola in molti modi. Egli è con noi nella sua parola, che è sempre una parola viva e santa, che conduce al Padre chi ad essa si affida. Egli è presente, ancora di più, nel sacramento del suo corpo e del suo sangue. E ciò merita certo una festa. Questo sacramento ci colma, innanzi tutto perché fa arrivare fino a noi l’“incarnazione” del Verbo divino: Dio continua a venire per restare. Non ci abbandonerà più. In secondo luogo, questo sacramento ci nutre: alimenta in noi quella vita divina che è la nostra vera vita, poiché è eterna. Questo sacramento, infine, ci fa vedere, sotto forma di pane e di vino, colui che gli apostoli hanno visto, ma, proprio come Gesù di Nazaret non era visto da tutti come il Messia, il sacramento del suo corpo e del suo sangue non convince tutti. Per chi si ferma alle apparenze, tale sacramento non costituisce una prova, poiché ciò che si vede non basta. Infatti si vede solo ciò che si lascia vedere. Per il credente invece, cioè per chi si lascia raggiungere dall’amore di Dio, questo sacramento è il più grande fra i segni, il segno che mette in comunione con Gesù stesso. Il credente è da esso trasfigurato, il suo peccato è purificato, grazie ad esso pregusta il banchetto promesso: quello delle nozze del Figlio.

Il significato profetico del corpo e sangue di Cristo, è segno di alleanza tra Dio e il suo popolo, il sangue degli agnelli sacrificati è il patto di fedeltà della parola di Dio e della risposta del popolo, il sangue sigilla l’intervento di Dio, realizzando ciò che promette con l’aspersione del sangue, simbolo di vita in unione a questo sacrificio con Dio (dal libro del Esodo). In Cristo si realizza una nuova alleanza, non con un sol popolo, ma con l’umanità intera, non con un agnello, ma con Lui stesso, agnello di Dio sacrificato in croce, divenendo così sommo sacerdote, cioè intercedendo per ciascuno di noi. Il suo sangue versato ci purifica da tutti i nostri peccati, donandoci la redenzione eterna.

Quante sono le grazie, quante le liberazioni e guarigioni che riceviamo in virtù del dono del suo corpo e del suo sangue, è un dono incommensurabile. Noi cattolici, che abbiamo questo dono, spesso non siamo cosciente della grandezza di questo mistero effuso su tutta la chiesa, da cui viene nutrita e la santificata in perpetuo. Le Eucaristie che vengono celebrate ogni giorno, specialmente la domenica, vengono sottovalutate, come accade anche a tanti altri riti religiosi, senza avere la piena consapevolezza di quello che accade nel momento della consacrazione del pane e del vino, vivendolo nella ignoranza, lontani dal più prezioso miracolo della storia della salvezza al quale assistiamo realmente in quel momento, essendo il progetto di Dio atemporale.

Durante l’adorazione di Gesù nel santissimo Sacramento si ricevono grazie su grazie, infatti li vi si racchiude tutta la divinità trinitaria, al suo cospetto gli angeli, i santi e tutto il cielo canta in adorazione. Il Signore più che mai oggi ci invita ad andare da Lui con un cuore aperto, umile, perché vuole, desidera essere una solo cosa con noi, lasciamoci plasmare dalla sua presenza eucaristica, “venite da Me voi che siete affaticati e oppressi che Io vi ristorerò”. (Mt. 11,28)

 

Preghiera dopo la comunione:
(adorazione intima col Signore)

O Gesù sacramentato, amore del Padre, dì solo una parola e il nostro cuore guarirà, tornerà l’amore e la pace. Con il tuo infinito amore, risana le nostre ferite ed entra nel cuore di ognuno di noi, soprattutto di coloro che si sentono soli e dimenticati da tutti. Il Tuo amore possa raggiungere ogni cuore e inventare nuove vie per superare le divisioni, i rancori, le solitudini... Gesù, dì solo una parola e il nostro amore sarà guarito. Tu che vivi, regni, e perdoni sempre, Gesù vieni nel nostro cuore.

Tu Maria Madre del eucaristia e madre nostra insegnaci ad adorare sempre il tuo Figlio Gesù nel più intimo delle nostre anime, insegnaci a piegare le nostre ginocchi davanti a Lui che solo è il Signore, insegnaci l’umiltà di cuore per saperlo riconoscerlo, insegnaci l’amore per saperlo amarlo nei nostri fratelli, Madre tu che sei la madre dell’amore predici per mano e portaci al tuo Figlio Gesù.

A te eleviamo la nostra preghiera Ave Maria.

Copyright ©2009 Don Alberto Abreu

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